Ischia, Liguori: “Frana di responsabilità sulla Pubblica Amministrazione, i sindaci non c’entrano”

“Torno sulla terribile questione di Ischia, dell’abusivismo, delle omissioni, delle responsabilità, perché il discorso fatto fin qui è troppo superficiale. In Italia le cose franano, ma si continuano a dire cose banali.
Mi sono documentato su uno scritto del professore di Diritto Amministrativo a Napoli, Felice Laudadio: dice che l’abusivismo e le omissioni sono lontane nel tempo e si sono accumulate molto”. Così il direttore di “Riformista Tv”, Paolo Liguori, torna sulla frana di Ischia e analizza nel suo editoriale le responsabilità di quanto accaduto.

 

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Frana a Ischia, Liguori su condoni: “Se succede in Germania è disastro ambientale se succede a Ischia è colpa degli amministratori locali”

“Questa discussione ex post, fatta a buoi già scappati, serve solo a fare politica, a scaricare le responsabilità e fare una grande demagogia. In Germania è il riscaldamento climatico, in Italia l’abusivismo. Da noi non sono le emissioni a produrre il riscaldamento – produciamo sempre meno -, sono il terreno vulcanico, il terreno franoso. Non bisognerebbe costruirci, certo, ma qualcuno vuole abbattere tutto quello che è costruito? Nessuno avrebbe il coraggio di farlo. Allora dicono “arrestate i sindaci”, e perché non i segretari comunali o i vigili? Questa è la demagogia italiana che fa molti più danni dell’abusivismo (presunto o vero), delle frane, degli smottamenti e dei terremoti”.

 

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Ponte sullo Stretto, Musumeci: “Una necessità che non si può più rinviare”

“Il collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria è una necessità che non si può più rinviare. Le grandi infrastrutture possono essere la soluzione alla grave depressione socio-economica che oggi interessa le regioni del Mezzogiorno. Il ponte non è un capriccio”. Lo ha detto il ministro del Sud e del Mare, Nello Musumeci, a Tgcom24.

 

Liguori: “Erdogan pronto a invadere la Siria con il benestare della Nato. Chi è ora l’aggredito e chi l’aggressore?”

“Ho messo la fascia d’ordinanza, “One Love”, quella proibita dal Qatar. Ma io non tengo conto delle proibizioni del Qatar, perché l’Italia vota per la “Russia stato terrorista”, ma il Qatar è stato terrorista per anni e finanzia terroristi in tutto il mondo. Permettono che si facciano delle leggi su come devono presentarsi in campo i capitani di tutto il mondo e se non rispettano gli ordini vengono squalificati. E la Fifa? La Fifa si subordina, la Fifa acconsente.

 

Il Qatar è uno stato autoritario che ha finanziato i terroristi, ma tanto che gli importa, noi ce l’abbiamo solo con la Russia e non ci accorgiamo che la Turchia sta per invadere la Siria con la scusa dei curdi e con il beneplacito della Nato.

 

“La Nato, è un’organizzazione di difesa, ma quando viene usata dalla Turchia è un’organizzazione militare aggressiva. Ci sono due pesi due misure: ma chi ci crede più a questo diritto internazionale? A questa patria dei valori mondiali, chi ci crede a questo campionato del Qatar, che è stato fatto a suon di dollari nel mondo imbrogliando l’intera rete dei campionati nazionali”.

 

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Liguori: “Armi a Zelensky come a Saddam, forza non controllata né da Nato né da Europa: pericolo una volta finita la guerra”

“Zelensky con tutte le armi che ha avuto – perché quello è il problema fin dall’inizio, ossia che abbiamo messo delle armi in un punto dell’Europa che può terrorizzare anche i vicini, anche i polacchi, gli ungheresi, si forma una truppa d’élite senza il controllo né della Nato né nostra, né degli americani (Biden è dovuto intervenire tre volte per ricordargli che vogliamo fare la pace). Questo è il vero problema del dopoguerra, questa forza armata importante, micidiale, che ha Zelensky, è una forza che potrà essere riportata a casa al mondo civile anche dopo un accordo internazionale oppure no? Perché questo è il vero pericolo”.

 

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Elezioni Midterm Usa, Liguori: “Scopriamo che gli americani e le grande imprese vogliono la pace”

 

“L’onda rossa: una invenzione studiata dai propagandisti del partito democratico americano per scongiurare l’idea di aver perso le elezioni, cosa che invece è successa. Biden è l’anatra zoppa, continua a essere presidente ma le sue proposte di legge possono essere bocciate al congresso”. Con queste parole il direttore Paolo Liguori analizza i risultati delle elezioni midterm. Poi l’attenzione si sposta sulla guerra tra Russia e Ucraina e su quanto quest’ultima abbia influito: “L’America da un punto di vista finanziario sembra più forte, ma si scopre che gli americani non erano d’accordo che le loro grandi imprese vogliono la pace”.

Liguori: “La vittoria sui russi non ci sarà mai, bisogna smettere con la guerra”

“Come si può uscire dalla guerra? Ci sono solo due modi. C’è chi pensa che si possa uscire dalla guerra solo con la vittoria. Queste persone si devono curare. E noi come Europa le dovremmo curare. È una concezione arcaica che si possa uscire dalla guerra con la vittoria. Dalla seconda guerra mondiale in poi, le guerre non le vince più nessuno. Perdono tutti. Solo noi sui giornali diciamo “noi dobbiamo vincere contro Putin”. La guerra finisce solo interrompendo la guerra. Come si fa a far smettere l’aggressore? Senza buttare benzina sul fuoco della guerra (che non stiamo facendo noi).

 

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Guerra, Paolo Liguori: “Pace e vittoria, due linguaggi diversi tra chi è saggio e chi è fuori di testa”

 

“Io ho opinioni chiare, sono contro l’invasore, ma non mi è simpatico neppure l’invasato”. Inizia con queste parole l’analisi del direttore Paolo Liguori in merito a quanto sta accadendo in Ucraina, evidenziando una chiara distinzione tra chi pensa che la guerra finirà con la pace e chi con la vittoria. “Si tratta di due linguaggi diversi: coloro che parlano di pace, come il Papa, ha una certa saggezza. Mentre la vittoria in una guerra non esiste più da quando esiste la bomba atomica, di cui si parla con sempre più superficialità”.

 

Governo Meloni, Liguori: “Sinistra svegliati, Babbo Natale esiste (ed è la nuova Premier)”

“Il governo Meloni c’è, ha un suo programma, soprattutto ha una sua leader, donna, che sa farsi valere. Ha parlato la presidente del Consiglio Meloni, ha detto cosa vuole fare e con chi. Basterà ancora un passo – e ci sarà domani al Senato – probabilmente parleranno Berlusconi e Salvini e capiranno tutti, senza equivoci, che questo governo sul programma presentato da Meloni è compatto, coeso, è un governo che ha pieno diritto di essere considerato europeo e anche atlantista, perché questo sono tutti gli esponenti della coalizione”. Queste le parole del direttore Paolo Liguori dopo l’intervento di Giorgia Meloni alla Camera.

 

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