Carcerazione preventiva, Liguori: “Dalla presunzione d’innocenza stiamo arrivando alla presunzione di colpevolezza”

“Sono anni e anni che si batte sul fatto che la sicurezza si basa tenendo le persone in carcere. Non è così. In carcere dovrebbero andarci quelli presi in flagranza, quelli che stanno commettendo atti di violenza e potrebbero rifarli, in tale caso studiare anche percorsi alternativi al carcere, e poi la criminalità organizzata. Questi dovrebbero stare in carcere perché pericolosi per la società”. Esordisce così Paolo Liguori nella nuova puntata della rubrica “Fatela Finita”, dove con Hoara Borselli e insieme al direttore Piero Sansonetti si continua a parlare del referendum sulla giustizia, fallito a causa del mancato raggiungimento del quorum.

 

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Referendum giustizia, Liguori: “Andate a votare, cinque sì chiari e fatti in maniera massiccia cambierebbero molto le cose”

“Sono questioni importantissime, c’è adesso una riforma, quella della giustizia, fatta dal ministro Cartabia che non è proprio una riforma, è certamente un atto politico importante di questo governo ma non si può lasciar fare solo a una riforma a metà. I problemi che riguardano la giustizia vanno affrontati con più radicalità. Forse non lo può fare la politica che è ricattata, minacciata dalla giustizia perché questo è un paese strangolato dalla giustizia nelle attività produttive, nelle imprese e nella politica”.

 

 

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